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Q.04 · Dimensione

Lavorate con aziende piccole, sotto i 50 dipendenti?

Sì, è buona parte del nostro lavoro. Non abbiamo un minimo di fatturato cliente, e non cambia chi risponde al telefono. La dimensione della vostra azienda modifica lo scope dei servizi, non la qualità di chi li esegue.

TL;DR

Nessun minimo di fatturato cliente. Una PMI di 10 persone ottiene le stesse persone, gli stessi SLA, la stessa qualità di codice di un cliente da 500. Quello che cambia è lo scope: una piccola azienda tipicamente prende 1-2 servizi (es. posta + manutenzione sistemistica), una grande prende il pacchetto completo. Per le PMI siamo spesso più efficaci dei grandi MSP: nessun account manager intermedio, decisioni rapide, zero burocrazia.

01Perché la dimensione non cambia il nostro approccio

La domanda di chi ci contatta la prima volta, quando lavora in un'azienda piccola, è spesso la stessa: "siamo troppo piccoli per voi?". Risposta corta: no. Risposta lunga: non abbiamo un listino per fascia dimensionale, non abbiamo un "team junior" a cui passare i clienti minori, non abbiamo commerciali che smistano in base al fatturato atteso.

Chi scrive il codice di un SaaS per uno studio di sei persone è la stessa persona che lo scrive per un gruppo industriale. Chi risponde all'allarme delle 03:00 su un cluster Proxmox da tre nodi è la stessa persona che risponde su uno da dodici. Gli SLA contrattuali sono gli stessi — cambia lo scope coperto, non la qualità dell'intervento su ciò che è coperto.

È una scelta di mestiere: preferiamo un portafoglio di clienti tecnicamente sani e stabili a una piramide organizzativa con fasce di prezzo e fasce di attenzione. Con 35-40 anni di esperienza alle spalle, abbiamo visto passare abbastanza "clienti di serie A e di serie B" per sapere che è un modello che si rompe male.

02Gli scope tipici per una PMI

Un'azienda grande tende a prendere l'ecosistema intero: virtualizzazione, posta, SaaS custom, VPN, reti, disaster recovery, monitoring, reperibilità. Una PMI di norma ne prende uno o due pezzi, scelti su bisogno reale. Le combinazioni più frequenti che vediamo:

Nessuno di questi blocchi è un "pacchetto minimo obbligato". Si parte da uno, si aggiungono gli altri quando hanno senso.

03Esempi concreti

Sono tre scenari reali, semplificati. Servono a rendere concreto cosa intendiamo per "scope ridotto".

Studio legale, 8 persone. Bisogno: posta seria sul dominio dello studio (niente Gmail personali), VPN per accesso ai file dell'ufficio quando gli avvocati sono in trasferta, backup cifrato delle cartelle clienti. Scope: mail server dedicato + VPN WireGuard + PBS per i backup con retention a sei mesi. Niente SaaS custom, niente cluster.

Officina meccanica, 22 persone. Bisogno: gestione ordini fornitori e ricambi con logica specifica del loro flusso (un gestionale del mercato non copriva il caso). Scope: un SaaS custom sviluppato da noi, ospitato su nostra infrastruttura, accesso via browser da PC ufficio e da tablet in officina, integrazione con la stampante etichette. Tutto il resto (mail, rete) è rimasto come lo avevano.

E-commerce piccolo, 4 persone. Bisogno: il sito non può stare giù in periodo black friday, e il fornitore precedente metteva giornate per rimettere in piedi le cose dopo un incidente. Scope: cluster hosting su due nodi con replica, disaster recovery geografico verso secondo datacenter, monitoring con alerting in chat aziendale. Pacchetto piccolo, SLA chiaro.

04Contratti flessibili

Il modello contrattuale per le PMI è pensato per non obbligare a scelte premature. Canone mensile scalabile in base agli utenti / nodi / servizi attivi — si paga quello che si usa davvero, non un bundle gonfiato. Si può partire con un solo servizio (tipicamente posta o manutenzione) e aggiungere il resto con avvisi di 30 giorni. Si può ridurre lo scope allo stesso modo.

Non esistono minimi contrattuali lunghi: il primo anno di relazione è quello in cui ci si conosce tecnicamente. Vincolare il cliente con penali di uscita serve solo a chi non è sicuro del servizio che vende. Da noi il vincolo è il preavviso ragionevole, non la penale.

05Onboarding rapido

Il processo di ingresso per una PMI non è il "kickoff da tre mesi di workshop" che si vede nei grandi MSP. In pratica: prima chiamata tecnica (non commerciale) per capire il perimetro, valutazione scritta con scope, tempi e prezzo in una pagina A4 — non un documento da 40 slide, firma, migrazione o installazione nelle settimane concordate.

Per un'azienda piccola il tempo tipico dalla prima chiamata all'operatività è settimane, non trimestri. Perché non c'è un comitato interno a noi che deve approvare, perché chi parla con voi è già chi vi seguirà tecnicamente, e perché la documentazione che vi serve davvero è poca — runbook operativo, credenziali, SLA, scheda contatti. Il resto è riempitivo.

06Cosa perdete con un MSP "grande"

Questo è il punto che di solito sposta la decisione. Una PMI servita da un grande MSP generalista vive tipicamente questi attriti:

Niente di drammatico, nessuna catastrofe. Solo attrito quotidiano che, sommato su due-tre anni, rende l'IT un costo pesante anche quando i numeri di fattura sembravano ragionevoli.

07Quando invece una PMI deve scegliere altrove

Non siamo la risposta giusta per chiunque. Per onestà, scenari in cui vi conviene un altro fornitore:

In tutti gli altri casi — piccola azienda italiana con bisogni IT concreti, fornitore attuale inefficiente o scomparso, voglia di parlare direttamente con chi mette le mani sui sistemi — probabilmente siamo una buona conversazione da fare.

Piccoli non vuol dire di serie B.

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