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Q.01 · Coesistenza

Ho già un fornitore IT. Come vi inseriamo?

Non proponiamo sostituzioni. Entriamo dove serve competenza specifica, ci coordiniamo con chi c'è già, e restiamo sul perimetro concordato. Se poi scegliete di consolidare tutto con noi, bene; se scegliete di non farlo, bene lo stesso.

TL;DR

Lavoriamo regolarmente al fianco di altri fornitori — non obblighiamo nessuno a sostituire il proprio IT attuale. Facciamo audit non invasivi, entriamo su perimetri ben definiti (un SaaS, una posta, una rete), coordiniamo handoff e runbook con chi c'è già. Nessun obbligo di consolidamento. Se il cliente sceglie di portarci tutto, lo facciamo gradualmente. Se non sceglie, manteniamo il perimetro assegnato con qualità invariata.

01Come capiamo dove inserirci

La prima cosa che facciamo non è vendere. È ascoltare il problema e capire se è un problema che abbiamo già visto e risolto. Nove volte su dieci il cliente ci contatta per un punto specifico — un software gestionale da scrivere, una posta che non scala, un DR che non c'è, una virtualizzazione che va ripensata — non per un'analisi generale del suo IT.

Facciamo un audit non invasivo solo sul perimetro in questione. Significa: leggiamo le configurazioni accessibili, capiamo i flussi, parliamo con chi usa il sistema, stimiamo il lavoro. Non entriamo nei sistemi del fornitore esistente, non chiediamo documenti contrattuali altrui, non produciamo "diagnosi gratuite" del lavoro di altri per venderci al posto loro. Quel tipo di approccio è scorretto, e si vede subito.

Alla fine dell'audit diciamo tre cose: cosa ci sembra funzioni già, cosa è nel nostro perimetro di competenza, cosa invece è meglio che resti dov'è. Se la risposta è "state bene così", la diciamo.

02Scenari tipici di coesistenza

La coesistenza non è un'eccezione, è la normalità. Qualche caso concreto dalla pratica degli ultimi anni:

03Il primo contatto col fornitore esistente

Quando il cliente ci chiede di inserirci su un perimetro, il primo contatto col fornitore esistente lo facciamo insieme al cliente, mai alle sue spalle. Ci presentiamo per quello che siamo — un fornitore specializzato chiamato per un pezzo specifico — e chiediamo tre cose concrete: quali sono le interfacce tecniche tra il nostro perimetro e il loro (DNS, VLAN, API, punti di integrazione); chi chiamare quando qualcosa va storto a cavallo; come documentiamo insieme il confine per non rimbalzarci problemi.

Non chiediamo credenziali che non ci servono, non chiediamo dettagli economici del loro contratto, non chiediamo accesso a sistemi fuori dal nostro perimetro. Se serve un passaggio di informazioni tra loro e noi, passa sempre dal cliente — è lui che decide cosa condividere.

Nella maggior parte dei casi questo approccio funziona e la relazione col fornitore esistente diventa collaborativa. Nei rari casi in cui l'altro fornitore rifiuta di coordinarsi, lo segnaliamo al cliente con i fatti (email senza risposta, richieste ignorate), senza giudizi di valore. La decisione su come gestire quella relazione è del cliente.

04Cosa non facciamo mai

Tre cose sono fuori discussione, a prescindere dalla pressione commerciale:

05Il passaggio graduale al consolidamento

Capita — non spessissimo — che il cliente, dopo sei-dodici mesi di lavoro insieme su un perimetro specifico, decida di consolidare tutto con noi. Quando succede, non è perché abbiamo spinto; è perché il paragone quotidiano sul perimetro assegnato ha prodotto una valutazione.

In quei casi costruiamo un transition plan su 3-12 mesi, a seconda della complessità, con milestone scritte: inventario completo dei servizi attualmente gestiti dal fornitore uscente, mappatura dipendenze, ordine di migrazione, finestre di cutover, runbook di rollback per ciascuna fase. La fase più delicata è sempre il knowledge transfer — documentazione nascosta, configurazioni non banali, contatti con fornitori terzi del cliente. Se il fornitore uscente collabora, il tempo si dimezza; se non collabora, allunghiamo le scadenze e alziamo i test prima di ogni cutover.

Mai migrazioni big-bang. Mai "stacchiamo tutto il venerdì sera e lunedì si riparte". Il rischio operativo in quel tipo di transizione è troppo alto per ignorarlo.

06Quando invece conviene restare col fornitore esistente

Non siamo la risposta universale e siamo i primi a dirlo. Scenari in cui lo diciamo chiaramente al cliente:

Perdere un cliente potenziale dicendogli "state bene così" è il modo più economico per guadagnarlo quando davvero serviremo. E succede.

07Come iniziare

Una chiamata di un'ora, gratuita, senza commerciali. Si parla del problema specifico che avete in mente, si capisce se è nel nostro perimetro di competenza, si mette sul tavolo il rapporto col fornitore esistente e come gestirlo. Alla fine della chiamata avrete un'idea onesta di cosa possiamo fare, cosa no, e se ha senso andare oltre. Se non ha senso, lo diciamo direttamente — è tempo risparmiato a entrambi.

Parliamo del perimetro, non della sostituzione.

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